| margherita's profileMargherita DolcevitaPhotosBlogLists | Help |
|
December 30 Invece no.Forse bastava respirare, solo respirare un pò fino a riprendersi ogni battito e non cercare l’attimo, per andar via (non andare via) perchè non può essere abitudine dicembre senza te, chi resta qui spera l’impossibile. Invece no, non c’è più tempo per spiegare per chiedere se ti avevo dato amore. Io sono qui e avrei da dire ancora, ancora. Perche si spezzano tra i denti le cose più importanti quelle parole che non osiamo mai e faccio un tuffo nel dolore, per farle risalire portarle qui, una per una qui le senti tu…pesano e si posano per sempre su di noi e se manchi tu, io non so riperterle io non riesco a dirle più. Invece no, qui piovono i ricordi ed io farei di più, di ammettere che è tardi come vorrei, poter parlare ancora ancora. E Invece no, non ho più tempo per spiegare avevo anch’io ( io) qualcosa da sperare davanti a me qualcosa da finire insieme a te. Forse mi basta respirare solo respirare un pò. Forse è Tardi, forse invece no.
August 17 7 agosto29 anni...
gli anni dell'abbandono del "2", anni di svolta.
Una giornata trascorsa tra
la malinconia dell'invecchiamento
e la consapevolezza del privilegio di
DIVENTARE VECCHI. May 30 In voloFinalmente l'ho ritrovata, la cercavo da tempo... me la scrisse al ritorno dal suo viaggio di Capodanno a Bruxelles, l'ultimo Capodanno trascorso insieme. Era venuta a trovarmi in Belgio, eravamo partite insieme dall'Italia dopo Natale ma al ritorno le toccò prendere l'aereo da sola, era terrorizzata e, per ingannare il tempo, cominciò a scrivere....
Per la mia sorellina In volo 06/01/05
Ehy!
Guarda un pò, il decollo è appena terminato, e visto che non ho un BIP da fare per ben 1 ora e 35 minuti, ho deciso di scriverti. Si, sono in volo sulle nuvole, e anche se il segnale delle cinture è spento, io mi caco sotto lo stesso. Sì, di notte fa meno paura, ma di giorno forse è più spettacolare.
Mi è capitato il posto proprio vicino all'oblò, esattamente sull'ala e tra un pò passeranno le hostess (c'è anche uno steward ma non è granchè bello) per invogliarmi a comprare qualunque schifezza io voglia. Non so, forse prendo un MINUTE MAID all'arancia... poi vedo quando arrivano qui. L'aereo è mezzo vuoto, non come all'andata, e intorno a me dormono tutti. Ho intravisto il pilota, è proprio un bel tipo.
Vabbè ti sto scrivendo cazzate, però funziona, perchè mi distraggo e penso meno al fatto di essere sospesa in aria!
Penso a quando, qualche giorno fa c'eri tu seduta accanto a me che mi stringevi la mano, invece ora il tuo posto è vuoto...Neanche sono partita e già mi manchi. Come sono stati belli questi giorni passati insieme, è stato bello "vivere la tua vita" all'estero, vedere la tua casa, dare un volto e una personalità ai nomi vaghi che potevo solo sentire per telefono, magari da mamma dopo che era stata a parlarti per 3 ore, monopolizzandoti.
Sono passati col carrello ma alla fine non l'ho preso il MINUTE MAID.
Ho "focalizzato" alcune persone, come mi hai detto tu, una tipa mezza italiana e mezza francese con un bimbo e un passeggino, un'altra tipa che come "bagaglio a mano" si è portata un cane che sembra proprio una pecorella, è bianco e tutto riccioluto (chissà quanto ha pagato per il cane!); poi c'è una ragazzina, tipo cinese, con gli occhi a mandorla, vestita tutta d'azzurro, che viaggia sola, come me, ma mi sembra piuttosto piccolina (meno di 18) e infine c'è un altro tipo che ha una pancia così grande che lo steward gli ha fatto cambiare posto perchè non ci entrava con le gambe! Sai chi è? Ricordi quelli nel negozio all'areoporto che se non ce ne andavamo la signorina ci cacciava?che tu hai detto "questi viaggiano con te"? Erano una bambina con gli occhiali e una signora...bene, il tipo extra-large è il padre della famiglia! Persone localizzate, per il resto....ME LA CAVERò!
OK, sono passati 40 minuti, ho ancora un'ora a disposizione per cercare di dormire un pò. Qui sembra tutto tranquillo, ho anche il sole sparato negli occhi. La metà dei passeggeri sta RONFANDO; ora ci provo anch'io. Ah mi dovrai dare il tuo indirizzo per farti arrivare questa lettera...il numero è 74, ma la via?!?
SPERO DI RIVEDERTI PRESTO, ANCHE SE IL PREZZO DA PAGARE FOSE QUELLO DI FARMI UN ALTRO VOLO DA SOLA.
Ti voglio tanto bene...
Renata la patata May 06 LA FORZA DEL TRIO di Renata de RogatisSecondo me il passato è effettivamente una parte di noi. Anche se ne dimentichiamo una parte comunque questo ci accompagna nella vita di tutti i giorni, influenza le nostre scelte. Nella vita di ciascuno di noi ci sono episodi che determinano svolte importanti.
Personalmente posso dire che la scelta scolastica che effettuò mia sorella è stata illuminante per me. Lo è stato anche la nascita della mia sorella minore. Infatti da "piccola della casa" sono diventata secondogenita. Questo fatto ha modificato in parte i miei atteggiamenti. La nostra vita di tre sorelle, anche se talvolta comporta qualche limitazione, devo pure ammettere che ha fatto sorgere in noi una grande solidarietà ed un notevole affiatamento. Potremmo addirittura dire che SIAMO UN GRUPPO.
SCRITTO DA RENATA IN UN ESERCIZIO PER LA SCUOLA May 05 "I GIORNI PERDUTI" di Renata de RogatisNel racconto di Buzzati è messa in evidenza la vita secondo le modalità dell'avere, che ci porta a sacrificare, senza troppi ripensamenti, gli affetti e le persone che amiamo, sconfiggendo le modalità di vivere dell'essere, che portano, invece, a vivere pienamente i propri sentimenti. Impossibile, credo, sia non essere affascinati da questo racconto che affronta un tema purtroppo reale ai nostr i giorni: "I GIORNI PERDUTI". Con il dilagare dell'avere, questi aumentano sempre più. Penso che ognuno abbia nel suo piccolo, riflettendoci bene, almeno un "giorno perduto" nella sua vita.
Quante volte si preferisce uscire con gli amici per comprare questo, per comprare quello, il braccialetto, l'orecchino, l'anellino..!? quando magari si poteva trascorrere quel tempo con familiari che probabilmente avevano più bisogno di te. Quante volte si pensa di non aver fatto abbastanza, di aver perso tempo in schiocchezze, perchè i beni materiali sono solo sciocchezze e nient'altro, sprecando così il poco tempo concesso per godere dei sentimenti e degli amori familiari! Attimo in attimo, di minuto in minuto, di ora in ora... Poi, quando ci si rende conto che ormai è troppo tardi, che la persona che amiamo è scomparsa per sempre dalla nostra vita, ci rimane solo il ricordo dei giorni felici, che sarebbero potuti essere di più, trascorsi insieme, e il terribile rimorso che angoscia e logora di aver trascurato quella persona. Allora si prega, si prega, sperando che quella ti perdoni, essendo magari inconsapevoli che l'ha già fatto, ma sapendo che ormai è troppo tardi per poter tornare indietro e recuperare quei "giorni perduti".
SCRITTO DA RENATA, in un commento ad un brano letto a scuola.
April 22 VIVAQuesta qua è per te e anche se non è un granché ti volevo solo dire che era qui in fondo a me. E` per te che lo sai di chi sto parlando dai e ti piacerà un minuto e poi te ne scorderai. Perché sei viva viva cosi come sei quanta vita mi hai passato e non la chiedi indietro mai e sei viva viva per quella che sei sempre pronta, sempre ingorda sempre solo come vuoi.... Questa qua e` per te che non ti puoi spegnere, non hai mai avuto tempo devi troppo vivere e` per te questa qua per la tua golosità ti strofini contro il mondo tanto il mondo non ti avrà Perché sei viva viva cosi come sei quanta vita hai contagiato quanta vita brucerai che sei viva viva per quella che sei niente rate, niente sconti solo viva come vuoi.... Questa qua è per te e non è niente facile dire quello che non riesco mentre tu vuoi ridere Perché sei viva viva cosi come sei quanta vita mi hai passato e non la chiedi indietro mai perché sei viva viva per quella che sei sempre pronta sempre ingorda sempre viva come vuoi.... Questa qua è per te che sai sempre scegliere e io invece non ho scelta te la devo scrivere. April 14 L'esilio"..perché e' cosi che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine o un odore o un suono che poi non te lo toglie più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand'é troppo tardi. E già sei, per sempre un esule .. a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono da quell'odore. Alla deriva..."
Alessandro Baricco da "Castelli di sabbia" La vitaQuando la vita è troppo breve, comincia il destino April 11 48582'Metti il melanoma in fuori gioco'. Con questo slogan scenderanno in campo domenica 13 aprile tutti i calciatori di serie A, per sostenere la ricerca contro un tumore che colpisce 6 mila italiani l'anno uccidendone 1.200. Per un giorno, dunque, i campioni del pallone lasceranno in secondo piano il colore della maglia e la posizione in classifica, perché "per queste buone cause bisogna mettere la parte la fede calcistica e fare fronte comune". Parola del capitano dell'Inter Javier Zanetti, intervenuto oggi all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano diretto da Umberto Veronesi per presentare alla stampa la III Giornata a favore della ricerca contro il melanoma.
Scopo dell'iniziativa - promossa da Imi (Intergruppo melanoma italiano) in collaborazione con Lega Calcio, e patrocinata dal Segretariato sociale Rai - è finanziare borse di studio da 20 mila euro per giovani scienziati e progetti di ricerca da un minimo di 100 mila euro. Nonché educare i cittadini al valore della prevenzione e della diagnosi precoce: "Il 90% dei melanomi scoperti in fase iniziale guarisce - spiega infatti Alessandro Testori, presidente Imi e direttore Divisione melanomi e sarcomi muscolo cutanei all'Ieo - mentre il 20% delle forme che sfuggono alla diagnosi precoce diventano malattie molto aggressive", potenzialmente mortali. Il motto è dunque "'Occhio ai nei!' , perché con una visita di oncologia dermatologica almeno una volta nella vita e un'attenzione ai cambiamenti di forma o alla comparsa di nuovi nei si ottiene una prevenzione molto efficace", precisa. Da oggi al 27 aprile, inoltre, tutti potranno contribuire alla lotta contro il melanoma con un sms da 1 euro da cellulare o con una chiamata da 2 euro da telefono fisso al numero 48582. "Familiarità, pelle sensibile (fototipi 1 e 2) ed esposizioni imprudenti al sole, con scottature soprattutto in tenera età, aumentano il rischio di melanoma", ricorda Sara Gandini, epidemiologa dell'Ieo. "Questa neoplasia rappresenta il 2% di tutti i tumori e il 5% di tutte le neoplasie cutanee, fra le quali è tuttavia responsabile del 65% delle morti", continua. Sottolineando che, "grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce, nel Regno Unito la sopravvivenza a 5 anni è aumentata dal 40% degli anni '70 al 90% del 2000". Un dato oggi valido anche per il nostro Paese, riferisce Veronesi ai giornalisti. Per sferrare il colpo di grazia alla malattia non bisogna però abbassare la guardia. "Siamo impegnati a sensibilizzare i medici di famiglia sull'importanza della regola dell''ABCDE' - riprende Testori - invitandoli a fare attenzione, quando visitano i loro pazienti, ai nei e al loro aspetto (A come asimmetria, B come bordi, C come colore, D come dimensioni ed E come evoluzione)''. Un appello alla generosità arriva infine dall'amministratore delegato dell'Ieo, Carlo Ciani. "Con 300 mila nuovi casi l'anno, il cancro entra oggi in una famiglia italiana su tre - riflette - La raccolta privata di fondi contro i tumori vale circa 250 milioni di euro l'anno: meno di 10 euro a famiglia, meno di 1 euro al mese", calcola. "Bisogna perciò fare ancora di più", conclude. April 10 L'insostenibile leggerezza dell'essere
L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma nemmeno “schizzo” è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro. “Einmal ist keinmal”. Tomáš ripete tra sé il proverbio tedesco. Quello che avviene soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l'uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto [...]
Nelle lingue che formano la parola compassione non dalla radice “sofferenza” (passio) bensì dal sostantivo “sentimento”, la parola viene usata con un significato quasi identico, ma non si può dire che indichi un sentimento cattivo o mediocre. La forza nascosta della sua etimologia bagna la parola di una luce diversa e le dà un senso più ampio: avere compassione (co-sentimento) significa vivere insieme a qualcuno la sua disgrazia, ma anche provare insieme a lui qualsiasi altro sentimento; gioia, angoscia, felicità, dolore. Questa compassione (nel senso di soucit, wspòtczucie, Mitgefühl, medkänsla) designa quindi la capacità massima di immaginazione affettiva, l'arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia dei sentimento è il sentimento supremo. [....[ Non c'è nulla di più pesante della compassione. Nemmeno il nostro proprio dolore è così pesante come un dolore che si prova con un altro, verso un altro, al posto di un altro, moltiplicato dall'immaginazione, prolungato in centinaia di echi. Si ripeteva che non doveva arrendersi alla compassione, e la compassione lo ascoltava lo ascoltava a testa bassa, come se si sentisse colpevole. [...]
A differenza di Parmenide, per Beethoven la pesantezza era a quanto pare qualcosa di positivo. “Der schwer gefasste Entschluss”, la grave risoluzione è unita con la voce del Destino (“Es muss sein!”); la pesantezza, la necessità e il valore sono tre concetti intimamente legati tra loro: solo ciò che è necessario è pesante, solo ciò che pesa ha valore. Questa convinzione è nata dalla musica di Beethoven e, benché sia possibile (per non dire probabile) che la responsabilità di essa ricada più sugli esegeti di Beethoven che sul compositore stesso, oggi la condividiamo più o meno tutti: la grandezza di un uomo risiede per noi nel fatto che egli porta il suo destino come Atlante portava sulle spalle la volta celeste. L'eroe beethoveniano è un sollevatore di pesi metafisici. [...]
Ma per quanto tempo ancora dovrà essere torturato dalla compassione? Tutta la vita? O tutto un anno? O un mese? O soltanto una settimana? Come poteva saperlo? Come poteva verificarlo? Qualsiasi studente nell'ora di fisica può provare con esperimenti l'esattezza di un'ipotesi scientifica. L'uomo, invece, vivendo una sola vita, non ha alcuna possibilità di verificare un'ipotesi mediante un esperimento, e perciò non saprà mai se avrebbe dovuto o no dare ascolto al proprio sentimento.[...]
Le vite umane sono costruite come una composizione musicale. L’uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale (la musica di Beethoven, una morte alla stazione) in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone, come fa il compositore con i temi della sua sonata. L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento.[...]
Il sogno non è soltanto una comunicazione (magari una comunicazione cifrata), ma anche un’attività estetica, un gioco dell’immaginazione, che è di per sé un valore. Il sogno è la prova che immaginare, sognare ciò che non è accaduto, è tra i più profondi bisogni dell’uomo. Qui sta la radice del perfido pericolo del sogno. Se il sogno non fosse bello, sarebbe possibile dimenticarlo in fretta. Tereza, invece, tornava continuamente ai propri sogni, se li ripeteva dentro di sé, li trasformava in leggende. [...]
Chi tende continuamente “verso l’alto” deve aspettarsi prima o poi d’essere colto dalla vertigine. Che cos’è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura. [...]
.....da quella sensazione di impotenza nasceva la vertigine, l’immenso desiderio di cadere. [...]
Si rendeva conto di appartenere ai deboli, al campo dei deboli, a una nazione di deboli, e che ad essi doveva essere fedele appunto perché erano deboli e boccheggiavano a metà delle frasi. Era attratta da quella debolezza come da una vertigine. Ne era attratta perché si sentiva lei stessa debole.[...]
La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa. Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso.[...]
Prima di sparire dal suo orizzonte, Sabina aveva fatto in tempo a mettergli in mano la scopa di Ercole e con essa lui aveva spazzato via dalla propria vita tutto ciò che non gli piaceva. Quell’inattesa felicità, quella quiete, quella gioia che derivava dalla libertà e dalla nuova vita, erano il regalo che lei gli aveva lasciato. Del resto, aveva sempre preferito l’irreale al reale. [...]
Sabina sentiva attorno a sé il vuoto. E se quel vuoto fosse stato allora la meta di tutti i suoi tradimenti? Fino ad allora, naturalmente, non se ne era resa conto e ciò è comprensibile: la meta che l’uomo persegue è sempre velata. La ragazza che desidera il matrimonio desidera qualcosa di cui non sa nulla. Il giovane che brama la gloria non ha alcuna idea di che cosa sia questa gloria. Ciò che dà un senso al nostro comportamento è sempre qualcosa che ci è totalmente sconosciuto.
L’insostenibile leggerezza dell’essere, è questa la meta?
April 02 Perchè tu mi hai amatoFor all those times you stood by me For all the truth that you made me see For all the joy you brought to my life For all the wrong that you made right For every dream you made come true For all the love I found in you Ill be forever thankful baby Youre the one who held me up Never let me fall Youre the one who saw me through through it all You were my strength when I was weak You were my voice when I couldnt speak You were my eyes when I couldnt see You saw the best there was in me Lifted me up when I couldnt reach You gave me faith coz you believed Im everything I am Because you loved me You gave me wings and made me fly You touched my hand I could touch the sky I lost my faith, you gave it back to me You said no star was out of reach You stood by me and I stood tall I had your love I had it all Im grateful for each day you gave me Maybe I dont know that much But I know this much is true I was blessed because I was loved by you You were my strength when I was weak You were my voice when I couldnt speak You were my eyes when I couldnt see You saw the best there was in me Lifted me up when I couldnt reach You gave me faith coz you believed Im everything I am Because you loved me You were always there for me The tender wind that carried me A light in the dark shining your love into my life Youve been my inspiration Through the lies you were the truth My world is a better place because of you You were my strength when I was weak You were my voice when I couldnt speak You were my eyes when I couldnt see You saw the best there was in me Lifted me up when I couldnt reach You gave me faith coz you believed Im everything I am Because you loved me You were my strength when I was weak You were my voice when I couldnt speak You were my eyes when I couldnt see You saw the best there was in me Lifted me up when I couldnt reach You gave me faith coz you believed Im everything I am Because you loved me Im everything I am Because you loved me January 06 LA VOCE DEL SILENZIOVolevo stare un po' da sola
per pensare tu lo sai, e ho sentito nel silenzio una voce dentro me e tornan vive troppe cose... e chi ho tanto amato
dal mare del silenzio ritorna come un'ombra nei miei occhi, e quello che mi manca nel mare del silenzio ritorna come un'ombra mi manca sai molto di più. Ci sono cose in un silenzio che non aspettavo mai vorrei una voce, e improvvisamente ti accorgi che il silenzio ha il volto delle cose che hai perduto.... January 02 Se questa è una donnaVoi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case; Voi che trovate tornando la sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce la pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì e per un no Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno: Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole: Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli: O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri cari torcano il viso da voi.
December 28 LEILei,
è andata via poco fa...
quel sorriso dolce resterà
per sempre in fondo al cuore mio,
ma è solo un CIAO non è un addio !
pà. Un fiumeRipetitiva quotidianeità e banale monotonia...solo ingannevoli manifestazioni dell'incessante fluire delle cose.
Ogni giorno la vita mi sorprende e mi coglie alla sprovvista. Insospettabili colpi di scena, silenziosissimi messaggi sembrano dirigere l'impervio cammino. Ma il sentiero mai percorso, che talvolta appare inequivocabilmente illuminato, svela ogni giorno nuovi pericoli, nuovi piaceri, nuovi dolori...
Un incessante fiume. La vita, come quel fiume. December 05 S-considerazioniE' troppo doloroso per essere vero.
Fa talmente tanto male che non lo fa.
Possibile? Ma vero.
October 02 IN COMPAGNIAUn dolce sorriso,
il tuo fare deciso
per raggiunger le mete
e placare la sete
di sapere ogni cosa dell'amata Natura:
Tu,
che paziente
ne studi l'ambiente,
per veder da vicino quello marino
con molta passione
fai anche immersione,
e perchè vuoi che sia tutto perfetto
tutto d'un fiato hai preso il brevetto.
La musica, il Piano, son la tua armonia,
che ti accompagna ovunque tu sia
così non sarai mai sola e lontana...
perchè resti sempre in compagnia.
Pà. September 07 SEI MESI...stamattina verso le 9 sono arrivata in ufficio, sono passati SEI MESI esatti dal giorno in cui ricevetti quella terribile telefonata "Sono il Dott. Esposito, correte subito in ospedale...".
Mi ricordo ogni singolo istante di quella giornata anche se ero tutt'altro che lucida..non voglio riscrivere qui di quei momenti perchè non voglio riviverli. L'unica cosa che riesco a fare per affrontare questo dolore è (mi ripeto lo so) non pensare. Non pensare, per ora, è la mia salvezza. Quello che non so è come affronterò la realtà quando questa "bolla d'aria" diventerà troppo pesante e piomberà giù, dritta su di me.
Quello che voglio esprimere con queste righe è che, anche se cerco di non pensare, Renata è sempre presente, dentro di me, in ogni cosa che faccio, in ogni momento della mia vita...è una cosa difficile da spiegare ma è come se mi sentissi "osservata" in ogni mio gesto. Non so se rivolgo a lei un pensiero "cosciente" ogni singolo giorno, forse non sempre si tratta di pensieri "strutturati e formulati" dalla mente, ma so per certo che ogni singolo giorno della mia vita da quel maledetto 7 marzo 2007 sento il suo affetto e la sua presenza (e temo anche il suo giudizio) come se lei ci fosse.
Non sempre penso ma ...sento, sento, sento...SEMPRE.
Sono passati 6 mesi. Renata avrebbe oggi 24 anni e poco più di sei 6 mesi...invece per noi ne ha e ne avrà sempre 24. Un'assurdità a cui non riesco a rassegnarmi.... April 30 Il mondo è mioOra vieni con me verso un mondo d'incanto
Principessa è tanto che il tuo cuore aspetta un si Quello che scoprirai è davvero importante Il tappeto volante ci accompagna proprio lì Il mondo è tuo con quelle stelle puoi giocar Nessuno ti dirà che non si fa è un mondo tuo per sempre Il mondo è mio è sorprendente accanto a te Se salgo fin lassù poi guardo giù Che dolce sensazione nasce in me Ogni cosa che ho anche quella più bella
No, non vale la stella che tra poco toccherò. Il mondo è mio tra mille diamanti correrò Con un pò di follia e di magia fra le comete volerò Il mondo è tuo la vita semplice sarà
Non tornerò più giù, mai più laggiù è un mondo che appartiene a noi. Il mondo è mio soltanto a noi
Ci aiuterà Solo per noi Per te e per me... Per te e per me... da Aladin, la canzone preferita di Renata. Un dono dall'aldilà!!?!Eccomi qui...come al solito non so da dove cominciare...
Tanti i pensieri e le cose da comunicare, poco lo spazio fisico-temporale...
Che io sia agnostica si sa, ma che il mio agnosticismo sia diventato insostenibile forse è cosa meno nota. E' vero, credo che ci sia un 50% di possibilità che esista un "principio creatore" ma non posso che concedermi a questo 50% ed abbandonarmi alla speranza. Purtroppo non si tratta di una conversione, nè di una professione di fede...ma dell'assunzione di una consapevolezza, dell'assoluto bisogno di credere in qualcosa.
..bisogno di credere in qualcosa, in qualunque cosa, necessità spirituale. Voglio assolutamente che esista un "principio primo", sia esso chiamato "Dio", "Budda", "Geova", "Entità A", "Acqua", "Fuoco" o "Monade delle monadi"...vivere senza speranza è insostenibile. In treno mi sono trovata a parlare di Lei con i miei compagni di viaggio ed ho poi scoperto che erano dei testimoni di Geova...abbiamo fatto una lunga discussione sulla vita, sulla morte e sull'aldilà, mi ha fatto molto piacere. Non che io condivida il loro punto di vista, ma è stato un modo per parlare e soprattutto per acquistare un pò di speranza. Ho voglia di parlare con chi crede fermamente in qualcosa, e soprattutto di ragionare con loro. Mi da serenità. Penso che se tante persone hanno la "certezza" che con la morte non si esaurisca che una parte del nostro percorso, potrebbe essere così. Rifletto e continuo a speculare. Non esistono risposte, "tanti indizi non costituiscono una prova...ma possono far sorgere un RAGIONEVOLE DUBBIO". Soprattutto se si è nella disposizione d'animo "giusta"...
Renata ha di nuovo "parlato" alla sua migliore amica. In sogno ha assunto le sembianze di sua madre, poi si è trasformata in sè stessa chiedendole di non scappare e di non avere paura. Allora hanno preso a parlare di dolci, Laura le ha raccontato del regalo che Chiara ha rivevuto per Pasqua, una campana di cioccolato.. e Reny le ha risposto "lo so, ma non era della Lindt, come piace a te". Poi ha continuato "Guarda nella tasca sinistra del mio cappotto nero, c'è una cosa per te". Laura si è svegliata trafelata ed immediatamente ci ha chiamato chiedendoci di venire a casa. Voleva controllare quella tasca a tutti i costi. Una volta individuato il cappotto del sogno è corsa a setacciare la tasca sinistra. Cosa c'era?
TRE GOMME...le gomme che più piacciono a Laura in numero di tre...proprio il "suo" numero!
Un dono, un dono dall'aldilà? Ah,la speranza...
|
|
|